Vittore Giuseppe

Scultore

Sammichele di Bari, Italia
E-mail: leospinelli@alice.it
 Mastrolivo

Giuseppe Vittore, “Peppino” per chi lo conosce, nasce il 24 gennaio 1954 a Sammichele di Bari dove vive tutt’oggi. La storia e la passione per la scultura hanno inizio per Giuseppe circa all’età di 15 anni, quando con uno scalpello preso in prestito da un vicino falegname e la scure del padre riesce involontariamente a ritrarre quasi fedelmente il viso del nonno. L’armonia ed il fascino di questa prima opera lo entusiasmano spingendolo a continuare questa bell’avventura.
Amante della natura e delle piante da subito si sente attratto dalle forme naturali e spontanee delle radiche di albero da cui trae profonda ispirazione per le sue creazioni. A chi gli domanda qual’è il suo segreto risponde che con la sua fantasia riesce ad interpretare i movimenti della natura, in questo prediligendo l’ulivo, noto per la sua tortuosità. Per questo le sue opere risultano uniche ed irripetibili.
Ben presto molta gente ed esperti del settore apprezzano la sua arte. Tra questi il Professore Dino Bianco, fondatore della locale Pro-Loco, che da subito lo incoraggia e lo stimola sempre con più forza a coltivare la sua intensa passione per questa scultura molto particolare ed originale. Dagli anni ottanta partecipa a innumerevoli esposizioni e concorsi conseguendo notevoli consensi e successi. In occasione della 2^ Mostra Nazionale di pittura e scultura di Arte Sacra, organizzata dal Comitato Nazionale ANSPI di Bari con la partecipazione di artisti provenienti da tutt’Italia, Giuseppe Vittore si aggiudica il 1° Premio grazie alla realizzazione dell’opera ”L’incontro del Cristo sofferente” che colpisce la giuria per la sua originalità e bellezza.
Semplice e genuino autodidatta, un grande talento unito ad una viva fantasia e profonda sensibilità guidano le sue mani. La sua arte non deriva da studi accademici ma consiste essenzialmente nello sforzo di dar voce all’essenza delle radici ma senza forzarle seguendone i moti ed i suggerimenti; corpi liberi di ruotare nello spazio.
L’afflato naturalistico ed ecologico rappresenta la forza propulsiva dell’artista attento alle radici come fonte di un pensatoio dinamico dell’anima. Fantasticare tra le forme e le linee del ceppo, è proprio questa la particolarità della lavorazione che rende irriproducibili i frutti della sua immaginazione e creatività.
Le radici degli alberi, specialmente quelle di ulivo. E’ lì nascosta la verità. E’ in quell’ammasso informe ed aggrovigliato di sterpi che sono racchiuse le sue emozioni inconsce, ancestrali, primordiali. Farle venir fuori, questo è la suo istinto, portarle alla luce con sapienti gesti questa è la sua arte.
La sua tecnica nel tempo si evolve passando da finiture puramente naturali a superfici di massima levigatezza e lucidità offrendo alle forme maggiore dinamicità e lucentezza come dimostrano le sue ultime opere.
Un tocco di sperimentazione è stato dato al suo scolpire grazie ad un esperimento, una “Scultura Vivente”. Questo progetto che ha avuto inizio nel 2000, tratta di una scultura incisa nel legno vivo di un albero che col passare degli anni cresce e tende a produrre nuova corteccia. Alla Fine questa ricoprirà ed avvolgerà la scultura dando l’impressione che l’opera sia inghiottita dal suo stesso legno.

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